La tosse produttiva o grassa rappresenta il sintomo di una patologia e non la patologia stessa. Infatti si configura come un meccanismo fisiologico di difesa utile a liberare le vie respiratorie dal muco in eccesso, che intrappola microrganismi e particelle irritanti. Quando la tosse produttiva è persistente o si associa ad altri sintomi respiratori bisognerebbe procedere con un consulto specialistico per capire qual è la sua eziologia. La tosse grassa, infatti, può alterare la qualità della vita, in quanto interferisce con il riposo notturno, fiacca il corpo e peggiora patologie preesistenti, come l’asma o la BPCO. In questo articolo si approfondiranno le cause che possono generare una tosse produttiva, quando è importante rivolgersi a un medico e come trattare questo disturbo.
Cosa si intende per tosse produttiva
Con l’espressione tosse produttiva si indica una tosse accompagnata da espettorazione, cioè emissione di muco. Una sostanza viscosa che normalmente riveste le vie respiratorie ed è prodotta dalle ghiandole site nelle mucose. La sua funzione principale è quella di intrappolare virus, batteri e altre particelle nocive che poi vengono allontanate grazie al movimento delle ciglia che rivestono le vie respiratorie. In presenza di infezioni, infiammazioni o esposizione ad agenti irritanti la produzione di muco aumenta e la sostanza, diventa maggiormente viscosa; in tali circostanze si può parlare di catarro. Quest’ultimo non ha più un’azione benefica ma tende rendendo più difficile introdurre aria nei polmoni.
Come classificare la tosse produttiva?
La tosse produttiva si classifica in base alla sua durata. Quando il sintomo si manifesta per meno di tre settimane si parla di tosse acuta, mentre se perdura oltre le 8 settimane la tosse si definisce cronica. Valutare la durata di tale sintomatologia è importantissimo per fare una corretta diagnosi.
Quali sintomi si associano più spesso alla tosse produttiva
La tosse produttiva raramente compare da sola spesso si associa ad altri sintomi. Indagare sugli altri disturbi che il paziente lamenta aiuta a capire qual è la causa che determina la problematica e consente di trovare più velocemente una soluzione. In particolare alla tosse grassa spesso si associano:
- Mal di gola, sensazione di bruciore intenso o dolore a livello della faringe che spesso peggiora con la deglutizione.
- Post nasal drip, una sensazione di muco che scende nella parte posteriore del naso.
- Febbre, stanchezza e dolori muscolari che si accompagnano spesso a un’infezione.
- Difficoltà respiratorie e senso di pesantezza al torace che può essere lieve nella bronchite acuta e più importante nella polmonite.
Nei bambini, la tosse produttiva può provocare vomito o disturbi del sonno, condizioni che necessitano di una particolare attenzione.
Prenota una visita pneumologica
Chiama la segreteria o invia un whatsapp per fissare un appuntamento
Quali sono le cause principali della tosse produttiva?
Le cause della tosse produttiva sono numerose ed eterogenee, si passa da condizioni banali e transitorie fino ad arrivare a patologie complesse che richiedono trattamenti specifici.
Infezioni respiratorie
Comunemente la tosse grassa è legata a infezioni respiratorie, patologie sostenute da virus, batteri o funghi che possono colpire sia le alte che le basse vie aeree. Se l’origine è virale l’espettorato spesso è chiaro o trasparente, mentre nelle infezioni batteriche può apparire giallo, verde o talvolta striato di sangue. Nello specifico le infezioni respiratorie che hanno come sintomo la tosse produttiva sono:
- Raffreddore e influenza, solitamente causati da virus, determinano un’infiammazione delle mucose nasali e della gola con produzione aumentata di muco.
- Bronchite acuta, tipicamente di origine virale, ma a volte anche batterica, è la responsabile di un’infiammazione dei bronchi che porta alla produzione di un eccesso di catarro.
- Polmonite, infezione del tessuto polmonare spesso causata da batteri, come lo Streptococcus Pneumoniae, si presenta con tosse severa e espettorato colorato.
- Broncopolmonite e altre infezioni più gravi, caratterizzate da tosse persistente e abbondante produzione di catarro denso.
Patologie croniche
Anche le malattie respiratorie croniche favoriscono l’insorgenza di tosse produttiva persistente. In questo caso si parla di:
- Bronchite cronica, che porta a un’elevata produzione di muco a causa dell’infiammazione di lunga durata ed è dovuta spesso ad agenti irritanti come il fumo di sigaretta.
- BPCO (Broncopneumopatia Cronica), condizione in cui si assiste alla contemporanea infiammazione delle vie aeree e alla ridotta funzionalità delle ciglia bronchiali, ciò rende più difficile eliminare le secrezioni e di conseguenza si manifesta la tosse grassa.
- Bronchiectasia, una patologia caratterizzata dalla dilatazione permanente dei bronchi che porta a un danno a livello delle vie respiratorie, in tali circostanze si possono anche avere infiammazioni ricorrenti.
Cause non infettive
La tosse produttiva può presentarsi anche da condizioni non infettive, le principali sono:
- Rinite e sinusite cronica il muco prodotto nei seni nasali può colare in gola causando tosse.
- Reflusso gastroesofageo, che porta a un’irritazione delle vie aeree a causa della risalita del contenuto gastrico verso l’esofago e la gola. Si tratta di gas e fluidi acidi che possono favorire la produzione di muco accompagnato a tosse con catarro.
- Esposizione a sostanze irritanti, come fumo di sigaretta, polveri, inquinanti ambientali e sostanze chimiche presenti negli ambienti lavorativi che stimolano le ghiandole mucipare ad aumentare la produzione di muco.
- Allergie respiratorie, come rinite allergica o asma, che possono contribuire a una tosse produttiva soprattutto quando l’infiammazione si estende ai bronchi.
Prenota una visita pneumologica
Chiama la segreteria o invia un whatsapp per fissare un appuntamento
Come capire quando rivolgersi a un medico?
Non tutte le tossi produttive richiedono un immediato consulto medico. Qualora si noti un miglioramento lento ma progressivo della condizione la visita specialistica può essere rimandata. Invece se c’è un inasprimento dei sintomi e si assiste a una modifica della quantità, del colore e della consistenza del muco è bene rivolgersi al più presto a uno pneumologo. Quest’ultimo dovrebbe essere interpellato anche se il sintomo persiste per più di 3 settimane e si associa a febbre elevata, dolore toracico, respiro affannoso o espettorato maleodorante. Un approfondimento, inoltre è richiesto se si nota del sangue nel catarro.
Le tossi produttive che non guariscono con la terapia classica dovrebbero essere valutate con particolare attenzione perché possono essere correlate a malattie respiratorie croniche o a infezioni persistenti, come la tubercolosi.
Prenota una visita pneumologica
Chiama la segreteria o invia un whatsapp per fissare un appuntamento
Come viene effettuata la diagnosi della tosse produttiva?
La diagnosi inizia con una visita pneumologica completa nella quale si effettua un’anamnesi clinica del paziente che consente di capire quando e come la tosse è iniziata, se è associata ad altri sintomi e se il paziente è un fumatore, un soggetto allergico o soffre di infezioni ricorrenti. In seguito lo specialista procede con l’auscultazione del torace che permette di rilevare rumori respiratori anomali, come sibili, rantoli o gorgoglii tipici della presenza di muco nelle vie aeree.
Quando necessario, lo pneumologo può richiedere esami di imaging, come la radiografia del torace o l’ecografia polmonare; quest’ultima è particolarmente utile per individuare addensamenti polmonari o segni di congestione bronchiale. Nelle situazioni più complesse o quando si sospettano bronchiectasie può essere effettuata una Tomografia Computerizzata (TC) del torace.
La spirometria è essenziale nei pazienti con sospetto asma o BPCO, mentre l’esame dell’espettorato permette di identificare batteri o micobatteri responsabili dell’infezione.
Come si tratta la tosse produttiva?
Il trattamento della tosse produttiva dipende dalla causa sottostante che ha provocato il sintomo. Principalmente si somministrano farmaci ma si può agire anche con terapie di supporto.
Terapia farmacologica
I farmaci vengono scelti con cura dal medico in base all’agente eziologico sotteso alla tosse produttiva:
- Antibiotici sono indicati solo in caso di infezioni batteriche documentate. È molto importante non abusare di questa categoria di medicinali per prevenire l’antibiotico resistenza.
- Mucolitici ed espettoranti, molecole che fluidificano il muco e facilitano la sua espulsione. Sono utili per rendere più efficace la tosse e favorire la clearance mucociliare.
- Broncodilatatori, utili nei pazienti con asma o BPCO per migliorare il flusso aereo.
- Corticosteroidi, da usare nei casi di infiammazione polmonare o asma.
- Antistaminici o decongestionanti, se la tosse è secondaria a rinite o sinusite allergica.
- Farmaci per il reflusso in caso di tosse produttiva da malattia da reflusso gastroesofageo.
La somministrazione dei farmaci può avvenire per bocca, per via iniettiva o anche per aerosol, utilizzando un apposito macchinario che trasforma la soluzione in microscopiche particelle che vengono veicolate attraverso la gola o il naso.
Terapie non farmacologiche
In alcuni casi per portare a risoluzione una tosse produttiva è opportuno seguire delle buone abitudini, ad esempio porsi a riposo per qualche giorno e idratare il corpo per favorire la fluidificazione delle secrezioni. In presenza di tosse grassa, inoltre è indispensabile astenersi dal fumo di sigaretta, evitando anche quello passivo, e proteggersi da sostanze irritanti come smog, polveri, ecc. La fisioterapia respiratoria, invece, può migliorare la funzione polmonare nei pazienti con bronchiectasia o BPCO. Infine in concomitanza di una grave insufficienza respiratoria si può usare l’ossigenoterapia.
Come prevenire la tosse produttiva?
La prevenzione della tosse produttiva passa attraverso delle buone abitudini e la riduzione dei fattori di rischio. Da tale punto di vista il tabagismo è uno dei principali responsabili della tosse cronica: smettere di fumare migliora notevolmente il controllo dei sintomi e riduce la progressione delle malattie respiratorie. È importante anche evitare ambienti inquinati, cambiare spesso l’aria in casa e idratarsi adeguatamente.
Le vaccinazioni contro influenza, pneumococco e RSV (Virus Respiratorio Sinciziale) riducono significativamente il rischio di infezioni respiratorie. Oltre a ciò è opportuno trattare le allergie e l’asma in modo adeguato per evitare che l’infiammazione delle vie aeree renda la tosse più frequente e più fastidiosa.
Domande frequenti sulla tosse produttiva
Quanto può durare la tosse produttiva?
La durata dipende dalla causa: nelle forme virali la tosse tende a risolversi in una o due settimane, anche se il muco può persistere più a lungo. Nelle bronchiti può protrarsi anche per un mese, mentre nelle malattie croniche, come bronchiectasie o BPCO, può diventare un sintomo quotidiano. Una tosse che persiste oltre le otto settimane negli adulti viene definita cronica e richiede una valutazione specialistica.
Il colore del catarro indica sempre un’infezione batterica?
Non necessariamente. Sebbene un muco giallo o verde possa far pensare a un’infezione batterica, nelle infezioni virali è comune trovare secrezioni colorate anche in assenza di batteri. È il quadro clinico complessivo, insieme agli esami diagnostici, che permette allo pneumologo di stabilire se è necessario un antibiotico.
La tosse produttiva è contagiosa?
Lo è solo se dipende da un’infezione respiratoria, soprattutto virale. In questo caso la contagiosità è maggiore nei primi giorni, quando i sintomi sono più intensi. Le forme non infettive, come quelle legate a esposizioni di irritanti o a malattie croniche, non sono contagiose. L’uso di mascherine, la corretta igiene delle mani e la ventilazione degli ambienti riducono in modo significativo il rischio di trasmissione.
La tosse produttiva può influire sul sonno?
Sì, la presenza di muco e la necessità di tossire frequentemente possono disturbare il riposo notturno, rendendo difficile addormentarsi e mantenere un sonno continuo. Il peggioramento notturno dei sintomi può essere legato alla posizione supina, che favorisce l’accumulo di muco, o a problemi di infiammazione nasale che determinano il post nasal drip. Una corretta igiene del sonno e una valutazione da parte di uno specialista possono essere utili in tali circostanze.
Come trattare la tosse produttiva a casa?
Bere molta acqua, fare aerosol con soluzione salina e umidificare gli ambienti sono strategie che possono migliorare la situazione. Tuttavia, i rimedi casalinghi non sostituiscono la valutazione medica, soprattutto se i sintomi persistono, peggiorano o sono associati a febbre o difficoltà respiratoria.
I sedativi della tosse sono utili in presenza di tosse produttiva?
No, nei casi di tosse produttiva i sedativi della tosse non sono raccomandati perché impediscono l’espulsione del muco, aumentando il rischio di ritenzione delle secrezioni che determinano complicanze.
Fonti e riferimenti
Productive Cough in Children and Adolescents – View from Primary Health Care System. Begic E, Begic Z, Dobraca A, Hasanbegovic E. Med Arch. 2017 Feb;71(1):66-68. doi: 10.5455/medarh.2017.71.66-68. Epub 2017 Feb 5. PMID: 28428678; PMCID: PMC5364784. [PubMed]
Causes of chronic productive cough: An approach to management. Martin MJ, Harrison TW. Respir Med. 2015 Sep;109(9):1105-13. doi: 10.1016/j.rmed.2015.05.020. Epub 2015 Jul 6. PMID: 26184784. [PubMed]
Upper Respiratory Tract Infection-Associated Acute Cough and the Urge to Cough: New Insights for Clinical Practice. Murgia V, Manti S, Licari A, De Filippo M, Ciprandi G, Marseglia GL. Pediatr Allergy Immunol Pulmonol. 2020 Mar;33(1):3-11. doi: 10.1089/ped.2019.1135. PMID: 33406022; PMCID: PMC7875114. [PubMed]


