La pleurite è un’infiammazione della pleura, la sottile membrana che avvolge i polmoni e riveste la cavità toracica. In questo caso non è raro avvertire un dolore acuto e lancinante a livello del petto che spaventa chi lo prova per la prima volta. In tali circostanze, infatti, subito si pensa a patologie cardiache acute ma non sempre il dolore toracico è correlato a un mal funzionamento del cuore. In caso di pleurite è bene rivolgersi prontamente a uno specialista che farà una diagnosi certa e tempestiva; in tal modo si potrà gestire la condizione al meglio. Per effettuare questa valutazione lo pneumologo indagherà, tramite l’anamnesi e i risultati di esami strumentali e laboratoristici, sulle cause che hanno determinato la condizione. Una pleurite infatti può manifestarsi in seguito a patologie molto comuni, come un’infezione virale, o in concomitanza di malattie più serie, come un’embolia polmonare.
Cos’è la pleura?
Per comprendere appieno cosa comporta una pleurite è interessante approfondire la struttura della pleura. Quest’ultima è una membrana sierosa composta da due foglietti:
- La pleura viscerale, che aderisce alla superficie del polmone.
- La pleura parietale che riveste la parete interna del torace.
Tra questi due foglietti è presente una piccola quantità di liquido che consente ai polmoni di espandersi e contrarsi durante la respirazione senza attrito. In condizioni normali questo meccanismo è completamente indolore.
Cos’è la pleurite?
La pleurite non è una malattia a sé stante, ma piuttosto si tratta di una manifestazione clinica associata a diverse patologie. Quando la pleura si infiamma i due foglietti di cui è formata non scorrono più l’uno sull’altro senza attrito ma si crea uno sfregamento che genera un dolore trafittivo al petto. Questa condizione può essere acuta o cronica, localizzata o diffusa, associata o meno alla presenza di versamento pleurico.
Tipologie
Dal punto di vista clinico, si distinguono due principali forme di pleurite:
- Quella secca è caratterizzata da infiammazione della pleura senza accumulo significativo di liquido. Il sintomo predominante è il dolore, spesso molto intenso, che peggiora con la respirazione.
- Quella con versamento pleurico che comporta un accumulo di liquido nello spazio pleurico. In questo caso, il dolore può attenuarsi con l’aumento del liquido, mentre diventano più evidenti altri sintomi, come la mancanza di fiato e la sensazione di peso toracico.
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Perché la pleurite provoca dolori al petto?
Il dolore della pleurite è generalmente acuto, pungente e trafittivo e peggiora con:
- L’inspirazione profonda,
- I colpi di tosse o gli starnuti .
- Alcuni movimenti del torace.
Questo accade perché la pleura parietale, a differenza del tessuto polmonare, è riccamente innervata, quindi quando si infiamma ogni movimento respiratorio stimola le terminazioni nervose, generando dolore. Un aspetto importante da sottolineare è che in tali circostanze il paziente tende istintivamente a respirare in modo più superficiale per evitare il dolore. Tale comportamento, se protratto, però, può favorire complicanze respiratorie, soprattutto nei soggetti fragili.
Quali sintomi accompagnano il dolore?
Nella pleurite, oltre che un dolore trafittivo che spesso si irradia anche posteriormente, compaiono febbre bassa, soprattutto nelle forme infettive, tosse secca e dispnea, specie se si forma un versamento pleurico che comprime il polmone. Nei casi gravi si può assistere a cianosi o tachipnea, segnali che indicano la presenza di ipossia. Mentre se c’è l’emottisi si può pensare a un’embolia.
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Quali sono le cause che determinano la pleurite?
La causa della pleurite non è unitaria, tale condizione si può verificare in concomitanza di differenti patologie. Frequentemente il fastidio si manifesta contemporaneamente a di infezioni respiratorie, come polmoniti batteriche e virali. Altre circostanze che determinano la comparsa di questa condizione sono:
- Malattie infiammatorie autoimmuni, come il lupus eritematoso o l’artrite reumatoide. In questi casi la pleurite è spesso parte di un quadro sistemico più complesso.
- Embolia polmonare che dà dolore pleuritico improvviso associato a dispnea. In questo contesto, l’infiammazione si verifica nell’area sovrastante all’infarto polmonare.
- Traumi toracici, come fratture costali o procedure mediche, ad esempio le biopsie.
- Neoplasie polmonari o pleuriche, in questo caso la pleurite può essere il sintomo che può far rilevare il problema per la prima volta.
Non bisogna comunque dimenticare che in circa il 20% dei casi la pleurite è idiopatica cioè non è correlata ad alcuna causa.
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Come si fa diagnosi
La diagnosi di pleurite si basa su un insieme di elementi clinici, strumentali e laboratoristici. La visita pneumologica rappresenta il primo passo che permette di valutare la modalità di insorgenza del dolore, la sua localizzazione e i fattori che lo influenzano. L’auscultazione del torace può talvolta evidenziare il cosiddetto sfregamento pleurico, un rumore caratteristico prodotto dal difficoltoso scivolamento dei foglietti pleurici infiammati.
Gli esami strumentali rivestono un ruolo centrale. La radiografia del torace è spesso la prima indagine che si effettua e può mostrare segni indiretti di pleurite o la presenza di un versamento. In casi selezionati viene prescritta la TC del torace che consente una valutazione più dettagliata.
Quando è presente un versamento pleurico significativo, può essere indicata una toracentesi diagnostica, procedura che permette di analizzare il liquido pleurico e identificare la causa della condizione.
Quando la pleurite richiede un ricovero?
Un ricovero urgente per un dolore pleuritico si effettua in presenza di dispnea grave, versamento massivo, sospetta embolia o instabilità emodinamica. Dopo la somministrazione della terapia il paziente viene monitorato costantemente per comprendere se proseguire con la combinazione farmacologica individuata o modificarla.
Come si cura la pleurite?
Il trattamento dipende strettamente dalla causa della pleurite. Non esiste una terapia univoca, valida per tutti i pazienti.
- Nelle forme infiammatorie o virali si agisce sui sintomi somministrando farmaci antinfiammatori che consentono di controllare il dolore.
- Nelle pleuriti di origine batterica è necessario un trattamento antibiotico mirato.
- Quando la pleurite è associata a malattie sistemiche o autoimmuni la terapia si basa sul controllo della patologia di base, spesso si usano farmaci immunomodulanti o corticosteroidi.
Nei casi di versamento pleurico importante, può essere necessario drenare il liquido per migliorare la respirazione e ridurre i sintomi.
Come prevenire la pleurite
Dopo la guarigione dalla pleurite si possono mettere in atto differenti strategie per prevenire che tale condizione ricompaia. In particolare si consiglia di effettuare vaccinazioni anti-influenzali o pneumococciche, smettere di fumare per prevenire infiammazioni croniche, seguire una dieta equilibrata sulla base di quella mediterranea e praticare attività fisica moderata.
Pleurite e qualità del sonno
Il dolore pleuritico può avere un impatto significativo sulla qualità del sonno. Il peggioramento del dolore in posizione supina porta spesso a risvegli frequenti e un riposo non ristoratore. In questo contesto, l’integrazione tra pneumologia e medicina del sonno è particolarmente importante. Infatti disturbi del sonno non trattati possono rallentare il recupero e peggiorare la percezione del dolore.
Domande frequenti
Quali sono le differenze tra pleurite e infarto miocardico?
Il dolore della pleurite peggiora con la respirazione, mentre l’infarto è caratterizzato da un fastidio opprimente indipendente dal respiro che si irradia verso il braccio ed è accompagnato da sudorazione e senso di nausea. Esami strumentali, come l’ECG, e laboratoristici, come le troponine, possono aiutare nella diagnosi.
Quanto dura il dolore da pleurite?
La durata del dolore da pleurite varia in base alla causa che l’ha determinato e alla rapidità del trattamento. Nelle forme acute può protrarsi per alcuni giorni o settimane mentre nelle condizioni croniche risulta più duraturo. Se il fastidio persiste o peggiora, è necessario un controllo specialistico.
La pleurite può tornare?
Sì, la pleurite può recidivare, soprattutto se la causa sottostante non viene risolta. Le recidive sono più frequenti nelle malattie autoimmuni o infiammatorie croniche.
La pleurite può risolversi da sola?
Sì, le condizioni virali solitamente migliorano nel giro di 1-2 settimane spontaneamente, con riposo e l’uso di antinfiammatori. In caso di pleurite batterica invece è necessario un trattamento farmacologico.
Quando preoccuparsi per il dolore al petto da pleurite?
Bisognerebbe rivolgersi prontamente a un medico se il dolore al petto causato da una pleurite si associa a dispnea progressiva, febbre superiore a 38,5°C ed emottisi.
La pleurite lascia esiti permanenti?
Di solito la pleurite si risolve completamente se curata in modo tempestivo, soprattutto nelle forme virali. Qualora l’infiammazione risulti grave o prolungata, però, si possono formare delle aderenze pleuriche che possono ridurre la funzionalità polmonare.
Fonti e riferimenti
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