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Micosi polmonare: fattori di rischio, diagnosi e trattamento

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Micosi polmonare: fattori di rischio, diagnosi e trattamento

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  • Publicato il 25 Agosto, 2024
Micosi polmonare

Con il termine micosi polmonare non si definisce una singola patologia ma un insieme di malattie infettive sostenute dai miceti, detti anche funghi. Sebbene queste alterazioni siano meno comuni delle infezioni batteriche o di quelle virali possono rappresentare una grave minaccia alla salute, specialmente per individui con un sistema immunitario compromesso. La micosi polmonare, infatti, in base al fungo coinvolto e allo stato di salute del soggetto che ne soffre può essere lieve o grave. Per ridurre l’impatto di tale patologia è bene conoscere sia i fattori di rischio, che ne favoriscono lo sviluppo, che le misure preventive. Rivolgersi a uno pneumologo, meglio se inserito all’interno di un’equipe multidisciplinare, consente di fare una corretta diagnosi della micosi polmonare e di conseguenza ottenere un trattamento adeguato, così da migliorare gli esiti clinici.

Indice

Cos’è la micosi polmonare

La micosi polmonare è un insieme di infezioni causate dai funghi. Questi microrganismi eucariotici, infatti, oltre che colonizzare la pelle e le mucose, creando infezioni superficiali, possono colpire anche organi profondi come i polmoni. In quest’ultimo caso generano le cosiddette infezioni profonde o sistemiche. 

Classificazione dei funghi

I funghi si classificano in:

  • Lieviti, organismi unicellulari di forma sferica, a questa categoria appartiene la candida.
  • Filamentosi, organismi multicellulari costituiti da ife, quelli patogeni sono i dermatofiti o gli aspergilli.
  • Dimorfi, a seconda della temperatura a cui si trovano possono differenziarsi in lieviti (oltre i 37°C) o in funghi filamentosi (a 25°C).

Quando si vuole classificare i funghi si può parlare anche di:

  • Miceti commensali, che vivono all’interno del corpo dell’uomo e si nutrono di molecole di scarto.
  • Miceti ambientali, organismi che normalmente si trovano nell’ambiente, ad esempio nel terreno.

Classificazione dei miceti patogeni

I miceti responsabili della micosi polmonare possono essere:

  • patogeni obbligati, la loro presenza nell’ospite determina sempre lo sviluppo di una patologia. Questo tipo di micosi può colpire sia soggetti sani che immunocompromessi.
  • opportunisti, microrganismi che di solito sono innocui ma diventano patogeni se le difese dell’ospite si abbassano. Determinano sviluppo di patologie prevalentemente in soggetti immunocompromessi.

Come si contrae una micosi polmonare

La modalità di ammalarsi di una micosi polmonare dipende principalmente dal micete che sostiene l’infezione. Quelli opportunisti si trovano normalmente nell’organismo dell’uomo in quanto sono commensali, questi creano patologie solo quando le difese immunitarie si abbassano. I patogeni obbligati, invece, devono penetrare nel corpo per poter generare la malattia. La via di accesso più utilizzata da tali microrganismi è quella inalatoria. Una volta raggiunti gli organi si origina un’infezione, che può essere anche asintomatica. In seguito, c’è la disseminazione del patogeno verso altri organi attraverso il sangue, tale situazione rende più difficile l’eradicazione del fungo.

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Tipi di micosi polmonare

La micosi polmonare può essere classificata in diversi modi. Principalmente si prende in considerazione il fungo che causa l’infezione. Da tale punto di vista si può parlare di: 

  • Aspergillosi, l’agente eziologico è determinato dai funghi del genere Aspergillus. L’infezione avviene quasi sempre per via inalatoria e le patologie a cui si assiste sono dovute allo stato del paziente, le principali sono:
        • Aspergilloma, si ha una colonizzazione polmonare asintomatica di aree già compromesse in precedenza. I sintomi possono essere assenti o presenti, uno dei più comuni è l’emottisi.
        • Aspergillosi Bronco Polmonare Allergica (ABPA), una situazione di iperreattività mucologica che si manifesta di frequente e può essere associata a bronchiectasie o fibrosi polmonare.
        • Aspergillosi invasiva, colpisce prevalentemente soggetti immunodepressi.
        • Aspergillosi cronica interessa soprattutto anziani che hanno sofferto in precedenza di patologie polmonari, come tubercolosi, può coinvolgere anche il tessuto pleurico.
        • Aspergillosi cerebrale, si ha quando il fungo si sposta dal polmone, attraverso il circolo ematico, e raggiunge il Sistema Nervoso Centrale (SNC).
  • Candidosi, provocata da funghi del genere Candida, questa infezione è più comune in individui con un sistema immunitario compromesso.
  • Criptococcosi, causata da lieviti del genere Cryptococcus che hanno una diffusione ubiquitaria, infatti si possono trovare spesso nel suolo o nel guano degli uccelli. Anche in questo caso tale micosi colpisce prevalentemente soggetti immunocompromessi, soprattutto quelli affetti da AIDS (SIndrome da Immunodeficienza Acquisita).
  • Pneumocistosi sostenute dal genere Pneumocystis, riconosciuto solo alla fine degli anni ‘80 come micete. Anche in questo caso i pazienti a rischio sono quelli immunocompromessi, in particolare i malati di AIDS.
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Infezioni causate da miceti dimorfi

Tra le infezioni causate da miceti dimorfi si possono citare:

  • Istoplasmosi, sostenuta dall’Histoplasma capsulatum. Questa infezione fungina si registra principalmente nelle aree del Nord America e dell’America Centrale dove c’è un accumulo di escrementi di uccelli e pipistrelli. Nel 95% dei casi la patologia è asintomatica e ha un andamento benigno.
  • Blastomicosi, questa micosi, la maggior parte delle volte, ha un esordio polmonare ma potrebbe colpire anche altri distretti. Ha un’incubazione di circa 12-15 giorni e poi si manifesta con sintomi come tosse, febbre, malessere generalizzato e calo ponderale.
  • Coccidioidomicosi, diffusa soprattutto nelle aree semidesertiche. In presenza di un’infezione primaria si assiste a un miglioramento spontaneo ma, in alcuni casi, si può presentare un quadro polmonare cronico o complicazioni in altri distretti, come ossa, meningi e cute. 

Fattori di rischio

Sicuramente la micosi polmonare ha un’incidenza maggiore nei soggetti che presentano dei fattori di rischio, cioè delle condizioni predisponenti la malattia. Tra queste la principale è avere un sistema immunitario compromesso. Quest’ultima condizione può essere presente dalla nascita a causa di disturbi genetici o acquisita da adulti. Una riduzione delle difese si ha in presenza di patologie, come l’AIDS, oppure in seguito all’utilizzo di farmaci immunosoppressori. Anche coloro che sono ricoverati da molto tempo in ospedale perché stanno combattendo contro una malattia che ha fiaccato il corpo, come un tumore, oppure hanno subito un trapianto possono presentare un sistema immunitario indebolito. 

Altri fattori di rischio relativi alla micosi polmonare sono:

  • patologie polmonari preesistenti, come BPCO (Bronco-Pneumopatia Cronica Ostruttiva) o fibrosi cistica.
  • esposizione ambientale, sono maggiormente predisposti alla micosi polmonare quei soggetti che vivono in luoghi del mondo particolarmente inquinati o abitano in aree ricche di polveri o feci di animali.

Sintomi della micosi polmonare

I sintomi della micosi polmonare possono variare notevolmente in base al tipo di fungo, alla gravità dell’infezione e allo stato immunitario del paziente. Tuttavia, alcuni sono molto comuni e si possono registrare nella quasi totalità dei pazienti, questi includono:

  • Tosse persistente, grassa o secca, un fisiologico meccanismo di difesa delle vie aeree. Spesso si assiste anche ad emottisi, emissione di sangue dalla bocca in seguito a un colpo di tosse.
  • Dispnea, cioè difficoltà respiratorie che possono manifestarsi dopo un’intensa attività fisica o, nei casi più gravi, a riposo. 
  • Febbre, un aumento della temperatura corporea che l’organismo mette in atto per cercare di liberarsi dei patogeni, infatti si verifica spesso in concomitanza di infezioni acute. 
  • Dolore toracico persistente od occasionale, in concomitanza di attacchi tussivi.
  • Sintomi sistemici come affaticamento, perdita di peso e sudorazione notturna.
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Diagnosi della micosi polmonare

La diagnosi della micosi polmonare non è semplice in quanto i sintomi che si riscontrano sono spesso aspecifici e si possono presentare anche forme asintomatiche. Inoltre, i test laboratoristici che si usano per rilevare la presenza dei funghi hanno una bassa sensibilità e specificità. 

Gli step che portano a una corretta diagnosi della micosi polmonare sono i seguenti:

  • Anamnesi, lo specialista intervista il paziente per capire se recentemente è stato esposto a fattori di rischio, ad esempio ha fatto viaggi all’estero, oppure è affetto da patologie che ne riducono le difese immunitarie.
  • Esame fisico in cui lo specialista può osservare il soggetto respirare, può percuotere la sua cassa toracica o avvalersi dello stetoscopio per indagare meglio i rumori respiratori.
  • Esami strumentali, per osservare più da vicino i polmoni, prevalentemente si utilizza la radiografia del torace e la Tomografia Computerizzata (TC), ma si possono impiegare anche la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) e l’ecografia.
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Test di laboratorio

Nei casi dubbi si possono fare anche dei test di laboratorio sui campioni di liquido utilizzati per il lavaggio broncoalveolare (BAL) oppure su pezzi di tessuto ottenuti con la biopsia. Quest’ultima ipotesi si percorre di rado perché nei soggetti immunocompromessi, per evitare di complicare la loro condizione, si cerca di evitare, se non strettamente necessario, manovre diagnostiche invasive.

I test di laboratorio prevedono:

  • Colture di materiale organico come espettorato, sangue o tessuti in cui si cerca di identificare il fungo causa della micosi polmonare.
  • Esami micologici, in questo caso il campione viene analizzato con il microscopio.
  • Test sierologici volti a rilevare specifici anticorpi legati alla presenza di un micete. A questi si affiancano test per identificare materiale genetico del fungo.

Si ricorda, inoltre, che la diagnosi non si può basare esclusivamente su esami colturali a meno che questi non siano condotti su campioni sterili.

Trattamento della micosi polmonare

Il trattamento della micosi polmonare dipende dal tipo di fungo, dalla gravità dell’infezione e dallo stato immunitario del paziente. I farmaci di prima linea sono costituiti dagli antimicotici, da assumere per via orale o, nei casi più gravi, per via endovenosa. In base al tipo di miceto la terapia sarà differente. I più usati sono l’amfotericina B e i derivati azolici, come il fluconazolo e l’itraconazolo. Solo in casi isolati, sostenuti da specifici miceti come quelli del genere Aspergillus, si ricorre a un intervento chirurgico volto a rimuovere delle masse fungine che si sviluppano nei polmoni. Parallelamente alla terapia antibiotica o chirurgica c’è quella di supporto, come l’ossigenoterapia, che aiuta a contrastare i sintomi e migliora la vita del paziente. I soggetti immunodepressi, parallelamente ai rimedi prescritti per il trattamento della micosi polmonare, devono continuare a seguire la specifica terapia per contrastare la condizione che stanno vivendo.

Gestione a lungo termine della micosi polmonare

La gestione a lungo termine dei pazienti con micosi polmonare richiede un monitoraggio continuo e un’attenzione costante per prevenire recidive. A tal proposito è bene affidarsi a uno pneumologo per controlli periodici che prevedono anche esami strumentali volti a monitorare la risposta al trattamento e identificare eventuali nuovi focolai. I pazienti, inoltre, devono sapere che ci sono dei comportamenti che possono favorire lo sviluppo di micosi, come la frequentazione di luoghi polverosi o ricchi di contaminanti e il contatto con persone malate, anche senza sintomi. I soggetti immunocompromessi, infatti, sono invitati a indossare la mascherina quando non si trovano in un ambiente protetto.

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