Le infezioni respiratorie possono colpire persone di tutte le età e condizioni cliniche, rappresentano una delle principali cause di malattia a livello mondiale. Nei mesi freddi la loro incidenza aumenta, infatti proprio in questo periodo dell’anno si registra un incremento di consulti con specialisti in pneumologia per avere diagnosi certe. Tra le infezioni respiratorie si annoverano quadri clinici molto variabili, si passa da quelli lievi, come il raffreddore, a quelli più gravi, come la polmonite. In quest’ultimo caso è fondamentale iniziare precocemente una terapia specifica soprattutto se si parla di soggetti debilitati o immunodepressi. In questo articolo verrà fornita una panoramica chiara ed esaustiva sulle differenti infezioni respiratorie, si approfondiranno i sintomi, i trattamenti e le strategie di prevenzione.
Cosa sono le infezioni respiratorie?
Con infezioni respiratorie si intendono tutte quelle patologie infettive che interessano l’apparato respiratorio. Per classificarle, in prima istanza, si considera la sede colpita, si parla di:
- Vie aeree superiori, in questo caso si può avere raffreddore, laringite e mal di gola. Queste condizioni, solitamente, sono lievi e si autolimitano.
- Vie aeree inferiori, in questo caso si parla di bronchiti e polmoniti che necessitano di un consulto medico.
Oltre a ciò, queste patologie possono classificarsi in base al loro andamento, da tale punto di vista ci possono essere infezioni respiratorie:
- Acute, che esordiscono improvvisamente con sintomi intensi.
- Croniche, che si protraggono nel tempo e spesso si accompagnano ad altre patologie pneumologiche, come BPCO o bronchiectasie.
Perché alcune persone si ammalano più facilmente di infezioni respiratorie?
Non tutti hanno la stessa predisposizione a contrarre infezioni respiratorie. La frequenza con cui tali patologie compaiono dipende dalla presenza o meno di fattori di rischio. Tra questi ultimi si possono citare:
- Età, i bambini e gli anziani sono quelli maggiormente soggetti ad ammalarsi in quanto hanno un sistema immunitario meno efficiente.
- Esposizione a inquinanti ambientali, in particolare fumo di sigaretta ma anche gas di scarico di automobili o residui di lavorazione industriale.
- Patologie croniche, come asma, BPCO e bronchiectasie, che causano infiammazione cronica delle vie respiratorie, ciò determina una ridotta efficienza dei meccanismi corporei volti a eliminare le secrezioni di muco. Tale condizione facilita la proliferazione di agenti patogeni.
- Immunodeficienza, che si verifica nei soggetti debilitati, in quelli ospedalizzati, ecc.
Anche lo stile di vita può favorire il contagio di malattie respiratorie, i fattori che indeboliscono il corpo sono: stress, mancanza di sonno, alimentazione non equilibrata e scarsa attività fisica.
Quali sono le principali cause delle infezioni respiratorie?
Le infezioni respiratorie sono sostenute da microrganismi, si parla di virus, batteri e funghi. Identificare l’agente eziologico è importantissimo per procedere alla terapia che porta alla risoluzione della condizione in tempi brevi.
Infezioni respiratorie virali
La maggior parte delle infezioni respiratorie è sostenuta da virus, agenti infettivi che possono vivere solo all’interno di un altro organismo. Questi si diffondono più facilmente in ambienti chiusi poco areati, ecco perché si registra un maggior numero di contagi in inverno. I principali virus che determinano la comparsa di infezioni respiratorie sono:
- Rhinovirus, che porta allo sviluppo del raffreddore comune.
- Virus influenzali, che creano epidemie stagionali spesso accompagnate da complicanze respiratorie.
- Coronavirus, tra cui il SARS-CoV-2 responsabile della pandemia COVID-19.
- Virus respiratorio sinciziale (RSV), particolarmente virulento nei bambini piccoli e negli anziani.
- Adenovirus, che può causare anche congiuntiviti e febbre alta.
Infezioni respiratorie batteriche
Le infezioni batteriche delle vie respiratorie non sono molto frequenti e si presentano soprattutto in soggetti immunocompromessi od ospedalizzati ma anche in quelli affetti da patologie croniche. Non è raro assistere a una sovrainfezione batterica quando un’infezione respiratoria virale si protrae troppo a lungo. Gli agenti eziologici più diffusi in questo caso sono:
- Streptococcus pneumoniae, che porta a polmonite batterica comunitaria.
- Haemophilus influenzae, frequente in pazienti con bronchite cronica o BPCO.
- Mycoplasma pneumoniae e Chlamydophila pneumoniae, che possono dare polmoniti atipiche.
Infezioni fungine
Le infezioni respiratorie fungine solitamente colpiscono soggetti immunodepressi o con bronchiectasie, i responsabili in questo caso sono Aspergillus fumigatus o Pneumocystis jirovecii.
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Quali sono i sintomi delle infezioni respiratorie?
I sintomi delle patologie respiratorie cambiano in base al patogeno che sostiene la malattia e all’area colpita. Quando la condizione riguarda le alte vie aeree, i pazienti lamentano spesso:
- Congestione nasale
- Rinorrea
- Bruciore o dolore alla gola
- Tosse secca
- Raucedine.
Quando, invece, sono coinvolte le basse vie respiratorie, i sintomi diventano più intensi: la tosse risulta persistente e produttiva, si presenta la febbre fino a 39°C e la respirazione diventa difficoltosa. Molti pazienti riferiscono un senso di affanno, soprattutto durante gli sforzi, oppure un dolore toracico che peggiora quando si respira profondamente.
Quando sospettare una polmonite?
La polmonite è un’infezione del tessuto polmonare che può avere origine sia virale che batterica. È una delle infezioni respiratorie più gravi ecco perché è importante identificarla e trattarla precocemente, soprattutto nei soggetti ospedalizzati o con altre patologie concomitanti. In questo caso si hanno: febbre elevata, brividi, tosse produttiva con catarro denso o colorato, dolore toracico che aumenta durante la respirazione e una sensazione di affanno che limita le attività quotidiane.
Alcuni pazienti, soprattutto anziani o immunodepressi, possono presentare forme meno tipiche di polmonite, ad esempio, senza febbre ma con confusione mentale, con grande affaticamento o con la riduzione dell’appetito.
La diagnosi richiede una valutazione specialistica nella quale il medico procederà con anamnesi, auscultazione del torace e, quando necessario, esami specifici.
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Come si diagnostica un’infezione respiratoria?
La diagnosi delle infezioni respiratorie si basa innanzitutto su una visita clinica specialistica, che comprende l’anamnesi e l’esame obiettivo. L’auscultazione del torace può rivelare rumori respiratori anomali, come rantoli o sibili, utili per orientare la diagnosi.
Se lo specialista lo ritiene necessario, possono essere richiesti esami di imaging:
- La radiografia del torace permette di identificare polmoniti o congestioni.
- L’ecografia polmonare consente una valutazione immediata e non invasiva.
Su richiesta dello specialista si possono eseguire, inoltre, spirometria, esami del sangue, tampone nasofaringeo o analisi dell’espettorato per l’identificazione di patogeni specifici.
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Come si trattano le infezioni respiratorie?
Il trattamento delle infezioni respiratorie dipende dalla causa che le ha determinate, ecco perché è fondamentale una corretta diagnosi. Nei casi più gravi o nei pazienti fragili può essere necessario un supporto respiratorio, come l’ossigenoterapia o la ventilazione non invasiva. Si tratta di interventi che vengono decisi dallo pneumologo sulla base del quadro clinico e dei parametri respiratori.
Cure per infezioni virali
Le infezioni virali richiedono generalmente una gestione sintomatica. In questi casi si consiglia di mettersi a riposo e idratarsi. Si possono usare prodotti antitussivi per calmare la tosse e spray decongestionanti, questi ultimi sono adatti per favorire la respirazione in presenza di una gran quantità di muco. Gli antipiretici dovrebbero essere presi solo in caso di febbre.
Cure per infezioni batteriche
Gli antibiotici sono la cura d’elezione quando ci si trova davanti a infezioni respiratorie batteriche. Questi farmaci dovrebbero essere utilizzati anche quando il medico sospetta una sovrainfezione batterica in seguito a una patologia virale, condizione che si verifica quando la malattia si protrae troppo a lungo. È importante non usare questa categoria di farmaci quando non è necessario per evitare resistenza antibiotica.
Come prevenire le infezioni respiratorie?
La prevenzione è una parte fondamentale della gestione delle infezioni respiratorie. Le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci: il vaccino antinfluenzale e quello pneumococcico riducono in modo significativo il rischio di complicanze.
Anche lo stile di vita è importante, da tale punto di vista bisognerebbe evitare il fumo di sigaretta, seguire un’alimentazione equilibrata, dormire adeguatamente e mantenere un buon livello di attività fisica, ciò aiuta a rafforzare il sistema immunitario.
Domande frequenti sulle infezioni respiratorie
Quanto durano le infezioni respiratorie?
La durata dipende dall’agente eziologico che sostiene la patologia e dalle condizioni del paziente. Un raffreddore virale tende a risolversi entro una settimana, mentre una bronchite può protrarsi per due o tre settimane. Le polmoniti richiedono tempi più lunghi: il miglioramento avviene generalmente entro 7–10 giorni, ma per il recupero completo possono volerci anche diverse settimane. Se i sintomi persistono oltre i tempi abituali è importante una rivalutazione specialistica, che può escludere complicazioni o patologie croniche non ancora diagnosticate.
Come capire se è necessario un antibiotico?
Gli antibiotici non sono utili nelle infezioni virali e devono essere prescritti solo quando è probabile un’infezione batterica. Tra i segnali che possono suggerire una patologia di questo tipo ci sono: febbre persistente e molto alta, catarro denso e purulento e dolore toracico importante. Tuttavia, la valutazione deve sempre essere affidata a un medico, che deciderà la terapia in base all’esame clinico e agli esami diagnostici.
Le infezioni respiratorie sono contagiose?
Sì, soprattutto quelle virali. La trasmissione avviene tramite le piccole goccioline di saliva che vengono rilasciate nell’ambiente in seguito a colpi di tosse o starnuti. Questi possono raggiungere direttamente le persone o contaminare le superfici. Il contagio è più probabile nei primi giorni della malattia quando il paziente presenta sintomi più intensi.
Quando è necessario rivolgersi a un medico?
Sintomi come difficoltà respiratoria, bassa saturazione, febbre che non si riduce entro 48–72 ore, dolore toracico intenso, confusione mentale negli anziani o un peggioramento improvviso di asma o BPCO, dovrebbero indurre il soggetto a consultare un medico. Questi segnali, infatti, possono indicare una polmonite o una riacutizzazione importante di una malattia respiratoria cronica e richiedono attenzione immediata.
Le infezioni respiratorie influenzano il sonno?
Sì, tosse, congestione nasale, febbre e malessere generale possono disturbare il riposo. Nei pazienti che soffrono di disturbi del sonno, come le apnee ostruttive, un’infezione respiratoria può peggiorare ulteriormente la qualità del sonno. Quindi, una gestione adeguata dei sintomi e, nei casi ricorrenti, una valutazione presso uno specialista in medicina del sonno possono essere molto utili.
Le infezioni respiratorie possono causare problemi a lungo termine?
Sì, in certi casi possono causare danni polmonari permanenti o esacerbare patologie croniche, per questo è importante avere una diagnosi tempestiva che porta a un trattamento appropriato.
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