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CPAP per il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno

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CPAP per il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno

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  • Publicato il 31 Luglio, 2026
Donna che dorme mentre indossa un dispositivo CPAP

La CPAP è il gold standard, il trattamento maggiormente efficace per migliorare i sintomi dell’Apnea Ostruttiva del Sonno od OSAS. Quest’ultima è una patologia molto diffusa, in Italia ne soffre circa il 27% della popolazione. Si tratta di una condizione che porta a numerosi risvegli notturni dovuti a interruzioni del respiro ripetute. La qualità della vita di questi pazienti è molto bassa perché il corpo non riesce a riposare e ciò determina sonnolenza diurna, mal di testa al risveglio, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Conoscere qualcosa in più sulla CPAP permette di tenere sotto controllo i sintomi dell’apnea notturna e riappropriarsi della propria vita.

Indice

Cos’è la CPAP?

CPAP è l’acronimo di Continuous Positive Airway Pressure, cioè Pressione Positiva Continua delle vie aeree. Il fine del dispositivo, infatti, è quello di mantenere pervie le vie aeree erogando aria a una pressione costante. In questo modo si impedisce il collasso delle strutture presenti in gola e nel cavo orale durante il sonno, come palato molle, faringe ed epiglottide. Il paziente così riesce a respirare regolarmente per tutta la notte, riducendo russamento e micro-risvegli.

Perché questa terapia è fondamentale per la salute?

Il trattamento con CPAP non è solo finalizzato a eliminare russamento e sonnolenza diurna in quanto l’impatto delle apnee notturne è sistemico. Studi clinici hanno evidenziato che tale problema se non trattato aumenta significativamente il rischio di ipertensione arteriosa resistente, aritmie cardiache, ictus e diabete di tipo 2.

Quando il respiro si interrompe il livello di ossigeno nel sangue scende bruscamente, in tale circostanza il cervello rileva un’emergenza e invia il segnale di risveglio per permettere al corpo di respirare nuovamente. Il ciclo ipossia-risveglio frammenta l’architettura del riposo, impedendo al paziente di raggiungere le fasi di sonno profondo, che sono essenziali per il recupero fisico e cognitivo. La CPAP in presenza di apnea consente di respirare meglio quindi garantisce un riposo ristoratore e protegge gli organi vitali.

Quando usare la CPAP?

La CPAP è indicata soprattutto nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno da moderata a severa, ma può essere proposta anche quando i sintomi sono lievi in presenza di rischi specifici. Lo pneumologo propone questa terapia non basandosi solamente sul numero di apnee che si presentano ogni notte ma anche sui sintomi che il paziente lamenta. In linea di massima, fattori che richiedono l’uso di questo dispositivo sono: intensa sonnolenza diurna e comorbidità, come obesità, diabete e ipertensione.

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Quali benefici dà?

Uno degli aspetti più importanti della terapia con CPAP riguarda il miglioramento della qualità della vita. Molti pazienti, dopo le prime settimane di utilizzo di questo dispositivo riferiscono una sensazione di sonno più profondo e riposante. La riduzione delle apnee permette infatti di diminuire i micro-risvegli notturni e migliorare l’ossigenazione durante il sonno. Tra i benefici più frequentemente osservati si possono citare:

  • Una riduzione della sonnolenza diurna.
  • Un miglioramento della concentrazione. 
  • Una maggiore energia durante la giornata.
  • La riduzione del russamento, così da ottimizzare anche il riposo del partner con cui si condivide il letto.

Come funziona la CPAP?

La terapia con CPAP funziona in modo semplice: mantenere pervie le vie aeree superiori. Durante il sonno, soprattutto nelle fasi più profonde, i muscoli delle vie aeree superiori tendono fisiologicamente a rilassarsi, nei soggetti predisposti ciò può provocare il restringimento o la chiusura delle vie respiratorie. Il dispositivo eroga un flusso a pressione continua prelevando l’aria dalla stanza e comprimendola. Per fare ciò sono indispensabili:

  • Un generatore di flusso, un corpo centrale che ha bisogno di corrente per funzionale che comprime l’aria.
  • Un tubo flessibile che collega il motore con la mascherina.
  • Una maschera nasale od oro-nasale.
Leggi anche:  La spirometria: cos'è, a cosa serve e come viene eseguita

Tipologie di CPAP

Attualmente in commercio si possono trovare due tipologie di CPAP:

  • Quella tradizionale con pressione fissa per tutto il periodo del riposo. indicata per una terapia sempre uguale per tutta la notte.
  • Quello automatica detta anche AutoCPAP caratterizzata da una pressione che varia in maniera automatica, si adatta alle varie fasi del sonno ed è ideale per una terapia dinamica.

Si dovrebbe preferire un’AutoCPAP nei soggetti che mentre dormono: si muovono e cambiano posizione, hanno apnee di differenti entità e necessitano di regolazioni frequenti del dispositivo.

In quali problematiche si può incorrere con l’uso di CPAP?

Uno dei dubbi più frequenti prima di iniziare una terapia con CPAP riguarda la tollerabilità del dispositivo, in quanto bisogna indossare una maschera che copre naso o naso e bocca per tutta la notte. Molti utilizzatori hanno paura di non riuscire a respirare bene o di avere un senso di costrizione, claustrofobia o soffocamento. Si tratta di preoccupazioni normali che la maggior parte delle volte vengono superate dopo un periodo di adattamento. 

Attualmente i dispositivi in commercio sono molto silenziosi, confortevoli e personalizzabili per adattarsi alle esigenze del paziente. Nonostante ciò le problematiche maggiormente lamentate sono:

  • Secchezza della mucosa nasale
  • Sensazione di aria troppo forte
  • Rumore emesso dal dispositivo
  • Scomodità di indosso della mascherina.

Questi aspetti si possono spesso correggere con piccole regolazioni, ad esempio allargando o stringendo le cinghie, inserendo un umidificatore nel sistema o modulando la pressione. 

Scelta della mascherina

La scelta della maschera del CPAP è cruciale. Nello specifico ne esistono tre tipologie:

  • Maschere nasali che coprono solo il naso, disponibili in varie dimensioni. Si tratta della soluzione più usata in quanto lascia libero il viso ed eroga una pressione non troppo intensa. 
  • Nasal pillows o cuscinetti nasali, abbracciano il naso e erogano l’aria direttamente nelle narici.
  • Maschere oro-nasali che coprono naso e bocca, da usare se sovente nel sonno si respira anche con la bocca.

La selezione dipende non solo dall’anatomia del viso del paziente ma anche dalla tendenza a respirare solo con il naso o anche con la bocca. Dopo aver scelto la propria mascherina ideale è bene far aderire il dispositivo alla pelle del viso per evitare la fuoriuscita di aria.

Umidificatore e regolazione della pressione

Un altro aspetto spesso trascurato quando si usa la CPAP è l’umidificazione. Infatti l’aria erogata dal dispositivo può seccare le mucose nasali e la gola. Integrando un umidificatore riscaldato nel dispositivo si aumenta il comfort e si elimina la sensazione di gola secca al risveglio. 

La titolazione della pressione, ovvero la ricerca della pressione ottimale, è un ulteriore fattore da considerare. Tale regolazione viene fatta dal medico specialista o dai tecnici.

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Pulizia e manutenzione

La corretta pulizia della CPAP è fondamentale per garantire: efficacia terapeutica, igiene e durata del dispositivo nel tempo. Una manutenzione regolare, infatti, aiuta a: ridurre l’accumulo di batteri e muffe, previene i cattivi odori, migliora il comfort respiratorio, evita irritazioni delle vie aeree e mantiene elevate le prestazioni della macchina. Da tale punto di vista bisogna procedere con:

  • Disinfezione quotidiana della mascherina smontando il cuscinetto e lavandolo con acqua e sapone delicato e lasciandolo asciugare all’aria. Ciò consente di rimuovere sudore, sebo, batteri e residui cutanei.
  • Una volta a settimana è bene lavare il tubo del dispositivo sempre con acqua tiepida e sapone, poi lasciare asciugare bene per evitare la proliferazione di muffe.
  • Ogni 7-9 giorni bisognerebbe pulire anche l’umidificatore con acqua distillata per evitare la formazione del calcare.
Leggi anche:  XXXIV Congresso Nazionale AIMS sul Sonno: un evento di riferimento per la medicina del sonno

Il corpo principale della CPAP ha un filtro che dovrebbe essere sostituito ogni mese o ogni 6 mesi in base alla tipologia dello stesso.

La CPAP cura definitivamente le apnee notturne?

La CPAP non elimina definitivamente le apnee ostruttive del sonno, ma permette di tenere sotto controllo la malattia. Questo significa che il beneficio terapeutico è strettamente legato alla continuità della terapia. Quando la CPAP viene utilizzata regolarmente, le vie aeree rimangono pervie durante il sonno e le apnee si riducono drasticamente. Se invece il trattamento viene sospeso, le apnee tendono generalmente a ricomparire.

In alcuni pazienti selezionati, soprattutto nei casi associati a obesità significativa, il dimagrimento può contribuire a ridurre la gravità dell’OSAS e non si necessita più di CPAP. Anche alcune terapie odontoiatriche o chirurgiche possono in alcuni casi risolvere il problema.

L’importanza del follow-up specialistico

La terapia con CPAP dovrebbe essere vissuta come un percorso terapeutico personalizzato per questo è molto importante effettuare un follow-up specialistico periodico. Questo consente di verificare l’efficacia del trattamento, controllare l’aderenza terapeutica e risolvere eventuali problemi legati alla maschera o alla pressione. Un corretto monitoraggio aumenta significativamente le probabilità di successo terapeutico.

Con gli apparecchi attuali lo pneumologo infatti può accedere alla memoria dove vengono rilevati i dati d’uso, il numero di apnee residue, le perdite d’aria della mascherina e la continuità del sonno. Questi parametri permettono di fare i dovuti aggiustamenti per migliorare l’efficacia della CPAP.

Chi non dovrebbe usare la CPAP?

Come visto la CPAP risulta essere il gold standard in presenza di OSAS, nella maggior parte dei casi non ci sono controindicazioni assolute al suo utilizzo ma in alcune circostanze sarebbe preferibile optare per delle alternative. Queste dovrebbero essere usate quando:

  • Il paziente ha l’ostruzione delle vie aeree superiori a causa di polipi o sinusite, in questo caso l’elevata pressione può essere mal tollerata.
  • Sensazione di ansia e soffocamento quando si indossa il dispositivo.
  • Condizioni in cui la pressione continua non basta ad esempio BPCO avanzata, insufficienza respiratoria cronica o malattie neuromuscolari, in questo caso occorre usare supporti ventilatori più intensi.

Cosa usare al posto della CPAP

Quando non si riesce a utilizzare la CPAP classica si può optare per l’AutoCPAP. Quando anche questa soluzione è impraticabile lo pneumologo potrebbe consigliare dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD), perdita di peso o chirurgia in casi selezionati.

Domande frequenti 

CPAP e ossigenoterapia: sono la stessa cosa?

No, la CPAP utilizza l’aria dell’ambiente circostante aumentandone solamente la pressione ciò incrementa la pervietà delle vie aeree. L’ossigenoterapia, invece, fornisce ossigeno che è utile in presenza di insufficienza respiratorie o in concomitanza di malattie polmonari croniche.

La CPAP causa dipendenza o indebolisce i muscoli della gola?

La CPAP non crea una dipendenza nel senso farmacologico del termine, né atrofizza i muscoli respiratori. Al contrario supporta il sistema respiratorio, permettendo al cervello di non dover più innescare risvegli continui per mantenere pervie le vie aeree. Usandola costantemente aiuta a stabilizzare il riflesso di controllo respiratorio. 

Si può viaggiare con la CPAP?

Assolutamente sì. La maggior parte dei moderni dispositivi CPAP sono compatti, silenziosi e dotati di alimentatori universali per l’uso in diverse nazioni. Per chi viaggia in aereo è consigliabile portare il dispositivo come bagaglio a mano richiedendo al medico un certificato che ne attesti la necessità. 

La CPAP elimina il russamento?

Spesso sì poiché il russamento nasce dal passaggio turbolento dell’aria nelle vie respiratorie parzialmente collassate, mantenere aperta la gola durante il sonno può migliorare molto questo sintomo. Tuttavia, se il russamento persiste nonostante la terapia, può essere necessario verificare la maschera, la pressione impostata o altri fattori che interferiscono con il risultato. 

Leggi anche:  L’ecografia toracica nella diagnosi e trattamento delle malattie polmonari

La CPAP fa rumore durante la notte?

Le moderne CPAP sono generalmente molto silenziose e il rumore prodotto è spesso inferiore rispetto al russamento causato dalle apnee notturne. Molti pazienti riferiscono che dopo un breve periodo di adattamento il dispositivo diventa quasi impercettibile durante il sonno. In alcuni casi eventuali rumori possono dipendere da perdite della maschera o da un errato posizionamento del tubo. Una corretta regolazione del dispositivo aiuta a migliorare comfort e qualità del riposo sia per il paziente sia per il partner.

La CPAP aiuta anche contro la stanchezza diurna?

Sì. Uno dei principali benefici della terapia è proprio la riduzione della sonnolenza diurna causata dai continui micro-risvegli notturni tipici dell’OSAS. Quando le apnee vengono controllate, infatti, il sonno diventa più stabile e realmente ristoratore. Molti pazienti riferiscono maggiore energia, migliore concentrazione e riduzione della stanchezza già dopo poche settimane di utilizzo regolare della CPAP.

Si può dormire sul fianco usando la CPAP?

Assolutamente sì. La CPAP può essere utilizzata in diverse posizioni durante il sonno, incluso il decubito laterale. In alcuni pazienti dormire sul fianco può addirittura migliorare ulteriormente le apnee notturne rispetto alla posizione supina. È importante scegliere una maschera ben adattata per evitare spostamenti o perdite d’aria durante i movimenti notturni.

Cosa succede se non uso la CPAP per una notte?

Saltare occasionalmente una notte può portare alla ricomparsa dei sintomi dell’OSAS. Si parla di russamento, sonnolenza diurna e frammentazione del sonno. Nei pazienti con apnee severe o importanti comorbidità cardiovascolari, l’utilizzo regolare della CPAP è particolarmente importante.

Come capire se la CPAP sta funzionando bene?

I segnali più frequenti di una terapia efficace con CPAP includono la riduzione dei sintomi, quindi diminuzione della sonnolenza diurna e del russamento e maggiore energia durante il giorno. Inoltre i moderni dispositivi registrano dati dettagliati sull’utilizzo e sul numero residuo di apnee. Durante i controlli specialistici questi parametri vengono analizzati per verificare l’efficacia della terapia e ottimizzare eventuali regolazioni.

 

 

 

Fonti e riferimenti

Predictors of Continuous Positive Airway Pressure Adherence in Patients with Obstructive Sleep Apnea. Mehrtash M, Bakker JP, Ayas N. Lung. 2019 Apr;197(2):115-121. doi: 10.1007/s00408-018-00193-1. Epub 2019 Jan 7. PMID: 30617618.  [PubMed]

Adherence to CPAP Treatment: Can Mindfulness Play a Role? Life (Basel). Pataka A, Kotoulas SC, Gavrilis PR, Karkala A, Tzinas A, Stefanidou A. . 2023 Jan 20;13(2):296. doi: 10.3390/life13020296. PMID: 36836653; PMCID: PMC9960813. [PubMed]

Blood pressure effects of CPAP in nonresistant and resistant hypertension associated with OSA: A systematic review of randomized clinical trials. Feldstein CA. Clin Exp Hypertens. 2016;38(4):337-46. doi: 10.3109/10641963.2016.1148156. Epub 2016 May 9. PMID: 27159803.  [PubMed]

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